ENRICO SIRELLO
Nasce a Livorno nel 1930. La ricerca di Enrico Sirello si colloca in modo significativo all’interno delle esperienze dell’arte programmata e delle avanguardie livornesi degli anni Sessanta, distinguendosi per l’attenzione costante ai processi percettivi e alla strutturazione visiva dell’opera. Formatosi in un contesto culturale sensibile al dialogo tra arte, scienza e teatro, Sirello alternò fin dagli esordi l’attività pittorica a quella di scenografo, dirigendo dal 1960 al 1965 la compagnia sperimentale del Teatro della città di Livorno. A partire dalla fine del 1963 avviò una fase di sperimentazione fondata sui principi della psicologia della forma e del colore, elaborando strutture di matrice gestaltica orientate allo studio degli effetti anisotropici e delle dinamiche percettive. Questa ricerca trovò una prima definizione pubblica nel 1965 con la mostra-dibattito Strutture Significanti, organizzata presso la Casa della Cultura di Livorno insieme a Franco Cannilla, Luciana Drei, Bice Lazzari, Carlo Lorenzetti, Achille Pace e altri artisti. L’iniziativa, successivamente presentata a Genova e Torino, fu accompagnata da testi critici di Giulio Carlo Argan, Germano Beringheli, Emilio Garrone e Claudio Popovich, segnando un momento di confronto teorico di rilievo nel panorama nazionale. Il lavoro di Sirello attirò l’attenzione di Giulio Carlo Argan, che si interessò in particolare alla sua riflessione sugli effetti anisotropici e alla scheda programmatica redatta nel 1964 e pubblicata nel 1965 dalla galleria Giraldi di Livorno. Nel 1972 Argan lo invitò a partecipare alla mostra Proposte d’intervento attivo a Saint-Vincent (Aosta), riconoscendo la coerenza e l’originalità del suo percorso di ricerca. Trasferitosi a Roma nel 1966, Sirello prese parte al dibattito artistico nazionale, esponendo in numerose gallerie e rassegne di rilievo. Nel 1973 fu invitato alla IV Biennale di Madrid, ma le opere presentate furono censurate dal regime franchista e non vennero esposte. Nel 1978 partecipò alla mostra Arte Ricerca 78 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, consolidando il proprio ruolo all’interno delle pratiche di ricerca visiva degli anni Settanta. Nel corso degli anni Ottanta Sirello intensificò le occasioni di confronto collettivo. Nel 1981 fece parte del gruppo di lavoro romano Spazio Documento, insieme a Tomás Maldonado, Lucia Di Luciano, Attilio Pierelli, Maria Lai, Giovanni Pizzo, Rosanna Lancia e Guido Montana, e nello stesso anno fu invitato alla Quadriennale di scenografia di Praga. Nel 1984 partecipò alla mostra Pittori dell’occhio, della mente e dell’immaginazione, a cura di Giorgio Di Genova, Gillo Dorfles e Luigi Lambertini, presso La Salerniana di Erice (Trapani), sede nella quale tornò a esporre nel 1997 in occasione del venticinquesimo anniversario dell’istituzione, a cura di Luciano Caramel. Negli anni successivi partecipò a rassegne dedicate alle ricerche costruttive e concrete, tra cui C.C.C.2 Costruttivismo, Concretismo e Cinevisualismo Internazionale, a cura di Carlo Belloli, presso la galleria Arte Struktura di Milano. Alla fine degli anni Novanta avviò una nuova fase sperimentale attraverso l’impiego di intonaci a pomice di Lipari, ampliando ulteriormente il proprio linguaggio materico. Nel 1999 la Galleria Girardi di Livorno gli dedicò una mostra personale, accompagnata da un catalogo con testo di Carlo Belloli. Nel 2001 partecipò alla mostra Geometria e colore: arte e ricerca operativa: 30 anni di esperienza, a cura di Germano Beringheli, presso il Museo Civico di Villa Groppallo a Vado Ligure (Savona). Morì a Roma nel 2012, lasciando un corpus di opere e di riflessioni teoriche che continuano a testimoniare il suo contributo alla ricerca visiva italiana del secondo Novecento.