CAROL RAMA
Carol Rama (Torino 1918-2015) è stata una delle voci più audaci e indipendenti dell’arte europea del Novecento. La sua ricerca, radicale e originale, attraversa pittura, collage, disegni, incisioni e materiali non convenzionali, esplorando desiderio, corpo, materia e simbolo. Figura fuori dalle principali correnti artistiche, ha costruito un linguaggio autonomo, capace di anticipare movimenti e tendenze, sfidando le convenzioni estetiche per oltre settant’anni. Il riconoscimento internazionale culmina nel 2003, con il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia, che sancisce il valore della sua ricerca e apre la strada a retrospettive di grande rilievo. Negli anni Ottanta, in seguito all’incontro con Lea Vergine, Rama partecipa nel 1980 alla mostra itinerante “L’altra metà dell’avanguardia”, con numerosi lavori degli anni Trenta e Quaranta. Nel 1985, la sua prima mostra antologica si tiene nel sagrato del Duomo di Milano, curata da Lea Vergine. Negli anni Novanta, la sua notorietà internazionale cresce: la XLV Biennale di Venezia (1993) le dedica una sala personale; nel 1996, la collettiva “Inside the Visible” all’ICA di Boston (poi Washington e Perth) presenta i suoi lavori; nel 1997, prima esposizione negli Stati Uniti alla Esso Gallery di New York, organizzata da Filippo Fossati e Jennifer Bacon. Nel 1998, l’Stedelijk Museum di Amsterdam allestisce un’antologica itinerante che approda poi a Boston. Tra le mostre più significative successive al Leone d’Oro, nel 2004 viene allestita un’ampia antologica presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, presentata anche al Mart di Rovereto e al Baltic Museum di Gateshead (Regno Unito). Nel 2004‑2005 il Museo cittadino di Ulma in Germania e la Galerie im Taxispalais di Innsbruck organizzano una grande retrospettiva. Seguono: “Trama doppia” ad Alghero (2006), con una personale interpretata dallo stilista Antonio Marras; una mostra di incisioni al Museo di Arte Moderna Ca’ Pesaro di Venezia; “La passione secondo ABO”, curata da Achille Bonito Oliva a Ravello (2007); una mostra al MMMAC – Paestum e un’antologica al Palazzo Ducale di Genova (2008). Il 14 gennaio 2010, presso il Quirinale, Rama riceve dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il Premio del Presidente della Repubblica, su segnalazione degli Accademici Nazionali di San Luca, riconoscimento del suo eccezionale contributo all’arte contemporanea. Gli amici hanno avuto un ruolo centrale nella sua vita: a Torino, Felice Casorati, Albino Galvano, Italo Calvino, Massimo Mila, Carlo Mollino, Gualtiero Passani, Corrado Levi. Durante i soggiorni del 1970‑71 a Parigi e New York, insieme al gallerista Luciano Anselmino, entra in contatto con Andy Warhol, Orson Welles e Man Ray, ampliando il suo orizzonte creativo. Negli anni più recenti, le opere di Rama sono protagoniste di retrospettive internazionali: “Carol Rama: A Rebel of Modernity” alla Schirn Kunsthalle Frankfurt (2024–2025) e al Kunstmuseum Bern; la retrospettiva itinerante “The Passion According to Carol Rama” tra Barcelona, Paris, Espoo e Dublino; e la personale “Carol Rama: Antibodies” al New Museum di New York (2017). In Italia, il 2025 vede le retrospettive “Geniale sregolatezza” al Museo Accorsi‑Ometto di Torino e “Unique Multiples” al MAMbo – Villa delle Rose di Bologna. L’arte di Rama si distingue per la tensione tra astrazione e corporeità, l’uso innovativo di gomme, metalli e materiali di recupero, e l’attenzione costante alla dimensione psichica e simbolica del corpo. Le opere combinano forza visiva e lirismo, trasgressione e ironia, anticipando linguaggi successivi come punk, body art e pratiche concettuali. La capacità di trasformare materiali poveri in immagini potenti testimonia una poetica in cui il gesto creativo diventa atto di libertà e resistenza estetica. Le esposizioni internazionali e nazionali hanno consolidato Carol Rama come una delle artiste italiane più influenti del XX secolo, la cui opera continua a interrogare e influenzare il dibattito sull’arte contemporanea, confermando la forza e la libertà di una visione artistica fuori dagli schemi.